Amburgo, Berlino

Mosè Melamerson, nato in un villaggio della Lituania, è figlio di un funzionario, studioso di testi ebraici. Il ragazzo molto intelligente, studia Giurisprudenza all’università di Zurigo e cambia il nome in Max. La sua famiglia si stabilisce ad Amburgo e qui Max conosce la futura moglie Flora Haag: entrambi fanno parte della ricca borghesia ebraica europea.

Alla fine dell’Ottocento, Amburgo è tra le città più progredite d’Europa: è la seconda città tedesca per popolazione ed estensione territoriale ed è all’avanguardia nello studio della medicina. Possiede una legislazione liberale che, offrendo dignità e cittadinanza a una comunità discriminata per secoli e sfuggita ai pogrom degli zar, ha permesso agli ebrei tedeschi di assimilarsi pienamente. 

Il motto di Amburgo sopra l’ingresso principale del Rathaus (il municipio). “I posteri conservino degnamente la libertà che gli antenati partorirono”.

La prosperità economica legata allo sviluppo dei commerci, insieme al dinamismo sociale favorito dalla posizione geografica e dalla tradizione culturale, trasformano Amburgo, intorno al 1910, in uno dei centri più vivaci delle avanguardie culturali europee.

Flora Haag ha sei sorelle e cinque fratelli: a tutti anche alle ragazze viene assicurata la migliore educazione. Flora, laureata in psicologia, ha una grande passione: l’arte. A 19 anni, molto bella e con un carattere energico, inizia a occuparsi di disegno e pittura nel laboratorio di Karl Prahal, uno dei pittori più rinomati di Amburgo. 

                  Karl Prahal

Prahal ha dato vita  a un vero e proprio movimento culturale aprendo una via nuova alla rappresentazione della realtà. Viene abbandonata la figurazione classica e non interessa più la percezione della natura, ciò che importa ora sono il sentimento e la psicologia dell’artista assieme ad un’ apertura alle inquietudini sociali e sensibilità alla lotta operaia  in questi anni in Germania.

Assieme alla moglie Maria Kunde, Prahal ha aperto una galleria, il Graphisches Kabinett Kunde, che accoglie musicisti, letterati e poeti.

 I fili che legano Prahal ad artisti e mecenati sono tutti intrecciati e raccontati nell’archivio disegnato che Flora raccoglie in questi anni e conserva gelosamente per tutta la vita. Lei stessa diventa l’oggetto di una delle più belle composizioni di Prahal, un’Eva nuda che offre svogliata una mela all’immaginario Adamo con i capelli raccolti indietro in una crocchia e un piccolo seno fiorito esibito con orgoglio.

Un’energia, una voglia di rinnovamento che, come una vena carsica, s’inabissa per ricomparire anni dopo a Vietri nella faenziera di Flora.

Ad Amburgo Flora  sposa Max Melamerson nel 1910 e i due, dopo la nascita del primo figlio, Ralph,  si spostano a Berlino dove nasceranno Ernst e Miriam, che morirà all’inizio del 1926, prima del trasferimento della famiglia in Italia.

Anche Berlino, come Amburgo, è una città straordinaria in questi primi anni del secolo XX°, una città che, cancellata, non esisterà più dopo la Seconda guerra mondiale. La sua architettura, i grandi parchi, i viali, il Planetario, le infrastrutture la pongono tra le capitali più eleganti e moderne in Europa.

La buona società ebraica era così integrata in questa rigogliosa città che partecipava con i cristiani ai festeggiamenti natalizi, si scambiava doni intorno alle immense tavole apparecchiate la Vigilia senza destare scandalo né da una parte né dall’ altra. Berlino era una grande capitale che univa alla modernità di Parigi la spiritualità nordica e il rigore del protestantesimo, accogliendo le novità della scienza senza abbandonarsi agli eccessi trasgressivi che si potevano cogliere nella capitale francese.

Max è attratto dal cinema che muove a Berlino i suoi primi passi. Purtroppo nel 1919 anche Berlino, come altre città della Germania, precipita nel caos, sconvolta dalle lotte operaie e da conflitti che insanguinano le strade. I rivoltosi sparano per strada facendosi scudo con le auto rovesciate e nei giardini del Tiergarten le sparatorie sono quotidiane.

Max pensa che da questo impulso frenetico la nuova arte della cinematografia potrà trarre ispirazione. Assieme a lui giungono a Berlino musicisti, pittori, attori, architetti: si propugna un’arte che non sia più lusso per pochi ma qualcosa di fruibile dalle grandi masse. Con il Bauhaus, la nuova scuola di architettura, arte e design di Weimar si cerca di avviare la produzione di oggetti non destinati solo a pochi ricchi collezionisti.

 La progettazione di un nuovo teatro è affidata a Hans Poelzig.

Le forme architettoniche devono essere coerenti con l’estetica esagerata e fortemente emozionale dell’espressionismo. Il Grosse Schauspielhaus deve essere, allo stesso tempo, un manifesto estetico e politico, deve compiere la rivoluzione cultural-teatrale in anticipo su quella sociale… 

Grosse Schauspielhaus. Il teatro contiene cinquemila posti a sedere, disposti intorno ad una scena direttamente a contatto con la platea che digrada su un’orchestra, proprio come nel teatro greco antico. 

Nel piano interrato dello Schauspielhaus, Max avvia il suo cabaret Schall und Rausch (Suono e fumo) in cui vengono denunciati i film della produzione UFA che spingono verso un antisemitismo sempre più aggressivo. Nel gruppo di Flora e Max, spicca la bellezza di Maria Orska, ebrea, e il suo ritratto è tra i più belli di quelli che verranno conservati a Vietri. 

Maria Orska ritratta da Karl Prahal

Ma appena due anni dopo il cabaret di Max non ha più lo stesso successo, il centro del divertimento diventa la Friedrichstrasse, il lunghissimo viale voluto da Bismark. Sia a causa sia delle difficoltà economiche sia per i continui attacchi agli ebrei, i Melamerson decidono di trasferirsi in Campania.

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Antonio Forcellino, La ceramica sugli scogli. La storia cancellata di Max e Flora Melamerson

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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